Qualche anno fa ho letto il romanzo uomini e topi di Steinbeck: si trattava di una storia molto triste incentrata sulla tragicità dell’ esistenza umana, comparabile a quella dei topi.
Mi è tornato in mente durante questa settimana, e sono giunto ad una conclusione molto diversa da quella di Steinbeck.
Ho pensato infatti che un’analogia più calzante fosse quella fra uomini e bici. Entrambi infatti condividono l’unicità nella diversità.
Ho scoperto che ogni bici, per quanto fabbricata dalla stessa ditta o impostata su uno specifico modello, è in realtà un mondo a sé stante, ciascuna con i propri difetti, ciascuna con i propri pregi.
Ogni bici prima o poi ha un problema, risolvibile a volte nell’ arco di due minuti, altre nel giro di ore se non di giorni.
Alla fine riesce sempre a tornare in forma, a rimettersi in Pista, ma mai da sola, sempre con l’aiuto di qualcuno.
E curiosamente quel qualcuno, seduto sulla sua sella, non è poi così diverso dalla propria bici. Anche lui ha pregi, anche lui ha difetti, anche lui vive difficoltà che può superare solo con l’aiuto dei propri simili, dai quali è diverso perché unico come ciascuno di loro.
Unico come ogni bici.

Davide – volontario Campo Io Ci Sto 

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