Sento un urgente bisogno di testimoniare quello che ho visto con i miei occhi e ho vissuto sulla mia pelle durante questa settimana trascorsa in provincia di Foggia al fianco dei migranti che quotidianamente raccolgono i pomodori che finiscono sulle nostre tavole.. giovani ragazzi come me, partiti da lontano con l’intento di migliorare la propria vita e che si ritrovano, invece, vittime di un sistema più grande di loro che li sfrutta per 2,50€ all’ora…ogni giorno questi ragazzi si svegliano quando ancora il sole non è sorto e si fanno accompagnare a caro prezzo dai caporali nella vasta e arida campagna foggiana, dove per 12 ore sotto il sole rovente raccolgono inginocchiati con la schiena ricurva i nostri pomodori…molti di loro vivono a Borgomezzanone, in un’ex pista di atterraggio militare trasformatasi nel corso degli anni in un insediamento illegale fatto di baracche in lamiera…sono oltre 2000 le persone che vivono in questo luogo surreale…2000 volti dimenticati, dietro ai quali si cela, però, una grande voglia di uscire dall’invisibilità alla quale li costringiamo…con quelle stesse mani sporche di terra, con quegli stessi vestiti impregnati di sudore e con quegli stessi occhi stanchi, infatti, molti di loro, dopo un estenuante turno di lavoro, se lavoro questo sfruttamento può essere chiamato, vengono a seguire le lezioni di italiano offerte durante l’estate da Io Ci Sto, il campo di lavoro organizzato dai Missionari Scalabriniani e dalla Diocesi di Manfredonia…storie diverse, fatte di dolore e di sogni infranti, che per poche ore al giorno vengono messe da parte, lasciando spazio all’apprendimento dell’italiano, il solo strumento che hanno per poter comprendere e per farsi comprendere…ma sopratutto per potersi integrare in questa dannata società che li vorrebbe respingere ma che al tempo stesso non può farne a meno e brutalmente li sfrutta..
indignazione alternata a meraviglia.. ecco che cosa provo.. indignazione nei confronti di chi non si interroga sull’origine di ciò che acquista, nei confronti di chi sa ma non si cura del fatto che ciò che mangia causa la sofferenza di altri individui, indignazione nei confronti di chi sa ma non agisce modificando i propri consumi alimentari..meraviglia, invece, perché la bellezza umana non finisce mai di stupirmi, perché dietro ogni sguardo incontrato ho visto la vita che pulsava, meraviglia perché in ognuno dei ragazzi che ha partecipato a quest’esperienza ho ritrovato un’umanità che credevo persa…

Carolina – volontario Campo Io Ci Sto

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