In questo angolo d’Italia è presente una città invisibile chiamata pista o ghetto di Borgo Mezzanone.
Così invisibile poi non è perché centinaia di persone, se non migliaia vivono sotto lo stesso sole delle nostre città.

Dire solo vivono poi è veramente diminutivo…
perché tra queste strade e vicoli ci si incontra, si sorride, si scherza, si mangia assieme, si chiacchiera, si beve il the.

Ho incontrato Mammadou, Ibrahim, Mohamed….
venuti a farsi riparare la bicicletta dopo le loro lunghe giornate di lavoro, sotto il sole cocente della puglia.
Con loro ci siamo sporcati le mani, abbiamo instaurato relazioni anche se per poco tempo.Abbiamo lavorato in sintonia affinché la bici fosse aggiustata.

Lo so, non è stato molto però, anche con questo piccolo gesto si è contribuito ad alimentare un sogno, una speranza, la possibilità di muoversi in autonomia che una bici può permettere.

L’umanità trovata in questo piccolo angolo d’Italia e davvero sconvolgente. L’intreccio di storie, sorrisi, strette di mano, colori, danno la piena essenza della vita, che spesso sotterriamo sotto la nostra quotidianità.
Prima di temere, giudicare, odiare ci dovremmo ricordare che siamo tutti esseri umani.

Riccardo – volontario Campo Io Ci Sto 

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