Di noi rimane questo. Una stretta di mano, un timido sorriso che accenna fiducia. Relazioni. Relazioni che riaccendono la speranza, forniscono uno strumento di riscatto.

Adesso il cuore ci sembra frammentato in pezzi piccolissimi e confusi, le certezze svanite. Torniamo, sgangherati, alla solita vita. Le comodità ci avvolgono, ma non siamo pronti. Non siamo più noi. Siamo altro, siamo nuovi. Tante cose ora appaiono inutili, superficiali. Ed ecco che comprendiamo appieno la bellezza di quel sorriso inebriante che avevamo accolto troppo frettolosamente, di quella stretta decisa di mani stanche, affaticate. Riusciamo a percepire l’importanza di quelle vite che si sono donate a noi. Ne sentiamo il peso, ne avvertiamo il dolore. Siamo responsabili, di quelle vite. Ne siamo la voce.

Ora ci sentiamo a pezzi, ma col tempo il cuore guarirà e ci apparirà più grande. Dentro ci sarà Samura, il suo sorriso, la sua gratitudine. Ci sarà Habib, e la sua lotta per l’essenziale: ricongiungersi con la sua famiglia, riabbracciare i suoi bambini. Dentro ci saranno Loro, i compagni di viaggio: i sorrisi puntuali, le lacrime, le mani sporche, i piedi scalzi. Il coraggio di lottare per la verità. In direzione ostinata e contraria.

Grazie, per i passi fatti, per quelli che faremo. Questa energia ci terrà uniti con un filo rosso. Ci rivedremo ma, mentre aspetto, faccio un nodo attorno al cuore per non farvi scappare.

Valentina Scalavolontaria Campo Io Ci Sto

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