Casa non è un luogo fisico, casa è dove avviene l’Incontro.

Casa non è essere ospitali, casa è Accogliere.

E, spesso, non è il luogo da cui si parte ma la meta del nostro viaggio.

I legami, tessuti indissolubili, possono sopravvivere alle intemperie e al tempo, e con la distanza sanno rendersi anche più forti, come muscoli pronti all’abbraccio e al sostegno. Ma la nostalgia rimane, e risuona rumorosa nel silenzio.

I cuori erranti e solitari non sono per questo dispersi e vuoti, anzi: sono pieni e vivi, di ricordi, speranze e volontà.

Cosa siamo chiamati a fare per loro?

Non basta integrarli nelle nostre vite, come potremmo fare per un cassetto in cui liberiamo un po’ di spazio. Siamo infatti chiamati ad includerli. Come se diventassimo parte di uno stesso movimento, di uno stesso battito cardiaco, di una stessa grande casa.

È sicuramente complesso, e scomodo. Ma se l’Altro non è altro che noi allo specchio, forse quell’umanità che è nella radice della nostra stessa definizione, ovvero esseri umani, ci ha destinati a non essere altro che fratelli.

Francesca Michielin – volontaria Campo Io Ci Sto

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