Saluti la tua casa per andartene in un posto che non conosci, di cui non sai nemmeno la struttura e localizzazione, i dintorni. Ti allontani dalle tue comodità per addentrarti in un’avventura che sai per certo che sarà unica e singolare nel suo genere ma non hai la minima idea di cosa veramente ti aspetta. L’adrenalina di non conoscere le persone con cui condividerai questo percorso, questi ideali, che alla fine sono i tuoi ideali.

L’incertezza di non essere all’altezza dell’esperienza, di non avere la giusta grinta e il giusto equilibrio. Poi improvvisamente incroci due occhi profondi come il mare, occhi che ti fanno sentire tanto grande quanto piccola allo stesso tempo. Occhi che parlano ma che non hanno bisogno di parole, di lingue, di gesti. Occhi che amano senza freno, che donano tutto quello che possono donare, fino a ciò che di più semplice ed essenziale possiedono. Gli occhi dei tuoi studenti che ti insegnano cos’è la vera PROFONDITÀ e il vero SIGNIFICATO di uno sguardo. Uno sguardo che ti dice “grazie di stare qui”, “grazie di starci”. Provi veramente cosa vuol dire dare e ricevere. Ti presenti in un luogo che non è casa tua, con l’intento di aiutare le persone che ci vivono e si rivela in realtà che sono loro ad aiutare te. Sono loro a darti la prova tangibile che la semplicità ancora esiste e che l’altruismo crea legami, scambi tra culture e ambienti diversi che esistono sullo stesso pianeta.

Accogliere. Accoglie chi va oltre, chi è in grado di immergersi e riflettersi nell’altra persona, accoglie chi ama. Una persona che accoglie è quella persona che vuole bene indipendentemente da tutto e da tutti. E’ andare OLTRE, è la scelta d’amore di camminare con l’altro, mano nella mano.

Linda – volontaria Campo Io Ci Sto

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